Duchessa Extra
La storia di Duchessa inizia con Paltrinieri alla fine degli anni novanta.
L'acquisto, gli allenamenti in notturna nelle piatte del maggiore, le regate in Italia e in Francia
e poi la partecipazione alla minitransat del 1999. E' una delle edizioni più dure, numerosissimi i
ritiri e gli interventi di soccorso e purtroppo pagano pegno anche Stefano e Duchessa: un frangente
li ribalta al largo delle coste del Portogallo, Stefano viene recuperato da un elicottero mentre
Duchessa navigherà ancora fino a quando non verrà recuperata da alcuni pescatori Portoghesi.
A questo punto entrano in scena Ettore ed Alessandra; contattano Stefano e poi partono dall'Italia,
vedono la barca in un angolo del porto alla mercè degli sciacalli che hanno razziato il
razziabile; la caricano sul carrello e la portano in Italia; dopo anni di sacrifici e lavori
si giunge al 2006 e Duchessa Extra riprende a regatare partecipando alla Corsica per due sotto la
guida di Alessandra.
Nel frattempo io compro nanan e la mia strada e quella di Stefano si
intersecano: partendo da una telefonata per avere informazioni sul naus dopo poco mi ritroverò
imbarcato con Stefano in rotta per la Corsica…. è la Mini Max, la mia prima regata in classe
mini e resterà un'esperienza indimenticabile.
E' nel 2007 che le strade, ma sarebbe più giusto dire le scie , di Nanan e di Duchessa Extra si incrociano: è la prima
edizione del Gran Premio d'Italia; Nanan e Duchessa fanno regata di coda, ci sentiamo al vhf in prossimità della Giraglia,
siamo entrambi senza vento e con una bella onda lunga che arriva da Capo Corso. Noi decidiamo di interrompere la regata
e di rimettere la prua su Genova; Alessandra, dando prova di una tenacità fuori dal comune, continuerà la regata e
arriverà soltanto al lunedi mattina, quando io sarò già in ufficio. Ricordo che nel pomeriggio la chiamai per farle i
complimenti: era felicissima e sorridente, mi raccontò che il dilatarsi dei tempi l'aveva messa un po' in difficoltà
"Nicola, mi sono dovuta fermare a fare cambusa perché ormai avevo solo piselli e facevo la cacca tre volte al giorno".
IL 2008 è l'anno negativo per tutti: nanan, Guido ed io ci ribaltiamo durante il gran premio: nanan ha la peggio, Guido
ed io invece abbiamo non un angelo ma una nave carica di angeli custodi, si chiama Tito Neri Settimo… ci raccoglie e ci
lascia a Piombino regalandoci un'altra possibilità… un'altra vita come si dice nei videogiochi.
Alessandra in estate saluta tutti e se ne va, anzi se ne va in silenzio senza nemmeno salutare: troppo pratica e concreta
per farlo con clamore Alessandra lascia la sua Duchessa senza fantino.
Il resto della storia è una favola difficile da scrivere, ci mette ancora lo zampino Paltrinieri che prima chiama Ettore
e poi, una sera, mentre sono in palestra da lui, mi spinge a contattarlo; telefono a Ettore e dopo pochi minuti e poche
parole mi viene detto che Duchessa sarà assegnata a me, con l'unico obbligo di farla navigare.
Mi ritrovo incredulo in giardino, seduto su un tronco, al buio, in pantaloncini e maglietta, ad ascoltare Ettore che
come un fiume in piena mi parla di Duchessa, di come trasferirla a Genova, delle condizioni della barca, delle dotazioni
e delle vele, di quello che c'è e di quello che manca "perché Alessandra non aveva tanti soldi e tante cose se le
faceva prestare".... e ora Ale mi presta la sua barca? A me? Proprio a me?!
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